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“ Oltre ad ignorare le sue responsabilità – afferma Pietro Antonacchio Segretario Generale della CISL FP – Squillante  ignora anche le norma e gli istituti contrattuali. L'affermazione rispetto al fatto che le sedute operatorie siano saltate per colpa di un caposala e non per carenza di organico, obbligano a ricordare al manager che le norme intervenute sulla definizione degli organici nelle strutture sanitarie, nonché l’organizzazione dei servizi e le dotazioni organiche, nel rispetto della normativa nazionale ed europea, di fatto sono affidate alla programmazione contenuta nell’atto aziendale, redatto dal Direttore Generale. Pertanto, non sussistendo una normativa specifica applicabile in senso generale è la buona e corretta direzione di ogni servizio a dover percepire le necessità per organizzare le diverse strutture operative. Poiché allo stato non esistono linee guida regionali, ne tantomeno si è provveduto ad effettuare il fabbisogno organico aziendale, obbligo tutto in capo a Squillante, appare evidente che si può dire tutto e il suo contrario. Ciò contribuisce ad alimentare ulteriormente la confusione e la scelleratezza con cui si stanno gestendo i processi di riorganizzazione e razionalizzazione nell’utilizzo delle risorse umane ed economiche. Ogni ospedale è diventato una repubblica delle banane, gestiti non più dalle direzioni sanitarie e amministrative, ma da un improvvido quanto illegittimo commissariamento, così come denunciato in un comunicato stampa dal Presidente dell’Ordine dei Medici, prof.  Ravera Bruno  (v. allegato),  il quale non più tardi di ieri ha sapientemente argomentato sulla gestione del commissariamento dell’Ospedale della Valle del Sele. Inoltre il Direttore Generale dimentica che come previsto dalla Costituzione e dalle norme a riguardo della responsabilità sanitaria, ai dirigenti con incarico di direzione di struttura complessa sono attribuite, oltre alle specifiche competenze professionali, derivanti dal proprio ruolo, anche funzioni di direzione e organizzazione della struttura, da attuarsi, nell'ambito degli indirizzi operativi e gestionali del dipartimento di appartenenza, mediante direttive a tutto il personale operante nella stessa, e l'adozione delle relative decisioni necessarie per il corretto espletamento del servizio per realizzare l'appropriatezza degli interventi, attuati nella struttura loro affidata. Ne deriva quindi che la organizzazione del lavoro, sicuramente non è in capo ai coordinatori ma ai dirigenti sanitari responsabili di struttura. Per quanto attiene al caso specifico, ovvero la reperibilità negata al caposala della sala operatoria, le affermazioni in merito della Direzione Generale denotano approssimativa conoscenza delle norme regolamentari - CCNL 7/04/1999 art. 7 comma 13 – che stabiliscono speciali deroghe per casi eccezionali derivanti da specifiche esigenze organizzative, le cui responsabilità comunque restano in capo ai dirigenti sanitari del servizio. Non vorrei che le informazioni siano rese al manager da qualcuno poco informato o in mala fede, anche perché non sembra che l’attuale Direzione Generale abbia provveduto ad attivare procedure di restituzione di somme illegittimamente erogate a quanti, pur non avendone diritto, hanno percepito le indennità per reperibilità e straordinario. Non vorrei che tra costoro possano ritrovarsi in elenco anche alcuni che oggi si ergono a fautori del cambiamentoe della legittimità dell’attuale commissariamento.  (Pietro Antonacchio) - Per gli allegati clicca leggi tutto

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